lunedì 8 novembre 2021

"L'equazione della felicità" - libro - recensione


Un libro bellissimo ed emozionante questo di Mo Gawdat (ex ingegnere di Google) che narra la profonda trasformazione interiore dell'autore in seguito alla morte del figlio, un ragazzo molto speciale ed evoluto, e gli insegnamenti e l'esempio ricevuto da quest'ultimo quando era in vita. Dopo la lettura di questo libro ho compreso molte cose sull'universo e sulla vita, soprattutto grazie alle nozioni scientifiche riportate dall'autore, in modo semplice ed accessibile, come prova dell'esistenza di infiniti mondi e dimensioni nell'universo, di come la coscienza sia alla base dell'esistenza materiale e la felicità possa essere raggiunta unicamente attraverso la consapevolezza dell'unione universale. E' importante sottolineare l'assoluta indipendenza e onestà intellettuale dell'autore, che non fa parte di alcuna organizzazione. Consiglio vivamente la lettura di questo libro a tutti perchè è positivamente contagioso per la coscienza collettiva. Mi sento di ringraziare Mo Gawdat per questo importante contributo al miglioramento universale e individuale.

Gloria Birri 8 novembre 2021

giovedì 10 ottobre 2019

Solidarietà al popolo Curdo



Solidarietà e vicinanza al popolo Curdo contro i terroristi che siedono al potere, non solo in Turchia, ma in molte altre parti del mondo. Dietro la maschera della rispettabilità anche chi siede al Parlamento Europeo è indirettamente complice di quanto sta accadendo in questi giorni. Sarà perchè il popolo Curdo in quell'area geografica rappresenta un modello di società realmente progressista, socialista e perciò basata sull'uguaglianza e l'inclusione, mal sopportato dall'imperialismo turco e dall'Europa dei magnati? In memoria di Lorenzo Orsetti, morto combattendo a fianco dei Curdi, rileggiamo il suo testamento:
"Ciao, se state leggendo questo messaggio è segno che non sono più a questo mondo. - comincia la lettera - Beh non rattristatevi più di tanto, mi sta bene così; non ho rimpianti, sono morto facendo quello che ritenevo più giusto, difendendo i più deboli e rimanendo fedele ai miei ideali di giustizia, uguaglianza e libertà. Quindi nonostante questa prematura dipartita, la mia vita resta comunque un successo e sono quasi certo che me ne sono andato con il sorriso sulle labbra. Non avrei potuto chiedere di meglio. Vi auguro tutto il bene possibile e spero che anche voi un giorno (se non l'avete già fatto) decidiate di dare la vita per il prossimo, - continua il messaggio - perché solo così si cambia il mondo. Solo sconfiggendo l'individualismo e l'egoismo in ciascuno di noi si può fare la differenza. Sono tempi difficili, lo so, ma non cedete alla rassegnazione, non abbandonate la speranza; mai! neppure un attimo. Anche quando tutto sembra perduto, e i mali che affliggono l'uomo e la terra sembrano insormontabili, cercate di trovare la forza, di infonderla nei vostri compagni. È proprio nei momenti più bui che la vostra luce serve.
E ricordate sempre che 'ogni tempesta comincia con una singola goccia. Cercate di essere voi quella goccia. Vi amo tutti spero farete tesoro di queste parole. Serkeftin!
Orso,Tekoser,Lorenzo".


martedì 28 gennaio 2014

UN GIORNO DI MEMORIA, 364 DI SMEMORATEZZA


Articolo di Fabio Folisi tratto da "Il Quotidiano del Friuli Venezia Giulia", di cui riporto il link:

http://www.ilquotidianofvg.it/pdf/Quotidiano_20140128.pdf

Il problema è che esattamente come negli anni del fascismo ed in quelli del Terzo Reich, l'indifferenza spesso regna sovrana. La storia ci dice che in molti, in troppi, allora si fasciarono gli occhi applicando alla lettera le basi "filosofiche" dell'omertà in un tripudio di: non vedo, non sento, non parlo. Così alla fine del dramma fu possibile un'assoluzione quasi generale addossando la responsabilità solo alle gerarchie naziste o poco di più, ed assolvendo, per ovvie ragioni di opportunità, tutti gli altri. Prova ne sia che per la scelta del giorno della Memoria è stato identificato il 27 gennaio e non ,magari per significativo paradosso, quello tragico in cui il popolo tedesco diede il potere ad Adolf Hitler. Il 27 gennaio si riferisce invece a quel giorno del 1945, quando le truppe sovietiche dell'Armata Rossa, nel corso dell'offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Oswiecim (in tedesco Auschwitz) scoprendo il tristemente famoso campo di concentramento e liberandone i superstiti: la scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti, si dice (e si dice ancora) rivelarono "per la prima volta" al mondo l'orrore del genocidio nazista. Ma altro che "prima volta", il dramma di quello che avvenne non è solo nell'atrocità della persecuzione e nelle sue modalità inumane, ma nel fatto che la lettura non omissiva della storia ci dice che molti sapevano e fecero finta di nulla e non solo in Italia, Germania e nei paesi occupati dai nazisti, ma lo stesso fecero le potenze alleate. Sapevano ma poco o nulla fecero per salvare qualcuno di quegli sventurati. Senza parlare del ruolo della Croce Rossa o di quello di alcune gerarchie ecclesiastiche che contrariamente ad alcuni preti e suore (che rischiarono, in qualche caso ci rimisero, la vita per salvare uomini, donne e bambini innocenti) fecero prevalere la ragion di stato agli insegnamenti del Vangelo.Ovviamente non si tratta di sputare sentenze postume, ma di giudicare il periodo storico e le sue variabili umane infinite, per poter riconoscere oggi certe derive ancora possibili in presenza dell'indifferenza e dell'ignoranza. Le due cose unite alla paura del diverso, dello straniero, dell'invasore, sono un'arma formidabile in mano ai manipolatori di professione, agli untori del terrore che generano violenza allo scopo, come fecero i nazisti, di annullare ogni volontà nell'omologazione del nazionalismo bieco o dell'integralismo etnico e religioso. Questo sta avvenendo anche oggi, nel terzo millennio, in tante parti del mondo, ma sta avvenendo in maniera subdola anche da noi nel Bel Paese che evidentemente da quella tragica storia del ventennio fascista non ha imparato abbastanza. Internet ad esempio ne è lo specchio più emblematico. Ma non solo, i recenti episodi antisemiti a roma, il pestaggio di clochard a Genova, così come le derive contro gli immigrati e l'intolleranza omofoba dimostrano che la guardia va tenuta alta 365 giorni all'anno ed il giorno della memoria non basta, occorre un impegno costante, denunciare e soprattutto non minimizzare i segnali che vengono da ben precisi settori della società e della politica. Perchè in questo caso buonismo ed indifferenza verranno senz'altro giudicati come segni di debolezza e non di democrazia, fu così anche nell'avvento del fascismo e del nazismo.

Articolo di Fabio Folisi, da "Il Quotidiano del Friuli Venezia Giulia" del 28 gennaio 2014.

domenica 27 ottobre 2013

Ennesimo suicidio di un ragazzo gay a Roma. Vogliamo subito la legge contro l'omofobia!

Si è spenta un'altra giovane vita a causa del fatto che la politica deve compiacere il Vaticano. Sia a destra che a sinistra sono tutti complici di questo grande malessere giovanile. Comunque loro dormiranno sonni tranquilli, perchè non hanno una coscienza umana e civile, ma sono solo legati ai favori ed al potere. Mi auguro che fra tutti questi personaggi ci sia qualcuno con un minimo di coscienza e di giustizia e faccia approvare la legge contro l'omofobia. Ma sono sicura che la cosa sarà dilungata al punto che non sarà portata a termine e siamo l'unico Paese in Europa a non averlo fatto.  Questa politica e questo governo mi inquieta molto. Questo fatto come tanti altri già accaduti non sfiorerà l'inesistente sensibilità civile di questi politici opportunisti.

domenica 13 ottobre 2013

ERICH PRIEBKE:LE IPOCRITE POLEMICHE SUL LUOGO DI SEPOLTURA



Dopo aver protetto, appoggiato e fatto fuggire i nazisti, attraverso l'Operazione Odessa, in Sudamerica, soprattutto in Argentina, la chiesa cattolica si lava la coscienza rifiutando le spoglie di Priebke. In realtà il Vaticano sarebbe il luogo più idoneo per questi personaggi, essendo anche Priebke un fedele e un credente, come dice il suo avvocato. Dopotutto anche il boss della Magliana Enrico De Pedis è stato sepolto nella basilica vaticana insieme a papi e cardinali; uno più uno meno che differenza farebbe? Adesso rifiutano questo per fare bella figura, sarebbe giusto che se lo tenessero loro e penso che, sebbene il nuovo Papa abbia un comportamento diverso, molti di loro ne sarebbero contenti. Non è forse vero che il beato Woitjla era amico intimo di Pinochet? Quello non era forse un criminale al pari di Priebke? E non ha avuto Pinochet i funerali in pompa magna della chiesa cattica? E non è forse vero che la chiesa cattolica, durante tutto il '900, è sempre stata la principale alleata dei regimi fascisti? Però l'importante era combattere il comunismo, perchè questo non le avrebbe portato profitto e avrebbe smascherato le iniquità storiche della religione.

335 civili e militari italiani furono uccisi nel 1945 per rappresaglia contro un attacco dei partigiani alle truppe tedesche in via Rasella, che costò la vita a 33 tedeschi. I cadaveri degli uccisi nell'eccidio per ritorsione vennero gettati dentro antiche cave  sulla via Ardeatina. Per l'eccidio furono processati Erich Priebke, Herbert Kappler e Albert Kesserling. Dobbiamo però puntualizzare che Priebke ha finito i suoi giorni nel lusso e negli agi, lavorando perfino nello studio di un avvocato romano ed è stato assistito a spese dello stato italiano.

sabato 12 ottobre 2013

VOGLIAMO MALALA PREMIO NOBEL PER LA PACE

VOTIAMO SIMBOLICAMENTE MALALA COME PREMIO NOBEL PER LA PACE

Quali sotterfugi nasconde questo cambiamento di rotta nell'assegnazione del Premio Nobel per la Pace, visto che per la prima decisione unanime spettava a Malala. Forse l'Europa ultimamente dimostra troppa codardia e perciò cerca di assecondare i fondamentalisti islamici per vezzeggiare i nuovi regimi religiosi nati dopo le primavere arabe e combattuti dagli stessi popoli ingannati dall'apparente "moderazione"dei partiti islamisti. Sosteniamo questa ragazza e tutti coloro che ogni giorno rischiano la vita per ottenere un minimo di libertà e democrazia. L'istruzione è un arma pericolosa, perchè ogni regime fonda la sua forza sull'analfabetismo e l'ignoranza, che alimentano la superstizione religiosa. E quindi la sottomissione. Confido nell'umanità degli individui al fine che condividano questo mio pensiero, quindi seppure simbilicamente, premiamo con il Nobel questa eroina.